ISOLE BANYAK
Lasciato la giungla, man mano che ci allontaniamo prendo sempre più consapevolezza di quanto il nostro destino, e quello di molte altre specie, sia appeso ad un filo. La prossima destinazione è molto diversa rispetto alle precedenti. Una destinazione costituita da ecosistemi che non avevo mai visitato, dove la biodiversità dipinge un quadro dalle infinite sfumature ed è orchestrata dalla voce misteriosa dell’Oceano Indiano: la barriera corallina. Approdati nell’isola il mio primo pensiero va ai grandi navigatori e alla curiosità di conoscere le loro emozioni e sensazioni alla vista di tali paradisi. Eppure questi paradisi presentano importanti cicatrici dovute al fatto che, fino a poco tempo fa, veniva praticata la pesca con la dinamite. L’Indonesia è stata per decenni uno dei paesi più colpiti da questa pratica, soprattutto in aree remote. Tali esplosioni hanno causato danni gravissimi alle barriere coralline, distruggendo vasti habitat marini di una bellezza estrema. Fortunatamente questa pratica è stata bandita ed alcune zone marine sono state dichiarate protette. Per questo, in alcune regioni, le barriere coralline pian piano si stanno riprendendo, ma il processo è lungo e complesso ed ogni gesto consapevole è un passo verso la rinascita di ciò che abbiamo ferito. Immerso in questa bellezza, il mio cuore sorride alle infinite sfumature della vita. Sfumature che cambiano in continuazione e che ci insegnano che la bellezza e il meraviglioso mistero della vita non fanno parte della lingua umana o di un pensiero razionale. Un infinito inarrivabile dal quale, però, siamo costantemente circondati.

















